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Avete realizzato un gioiello di documentario. Bellissima l'idea e straordinaria la bravura con la quale siete riuscite a concretizzarla. Favolosi i protagonisti di "Esagramma". Se uno dei compiti principali dell'arte è quello di comunicare emozioni, Allegro moderato ti coinvolge sin dall'inizio facendoti vibrare le corde della tenerezza e della commozione. Avete e abbiamo il dovere e il piacere di farlo girare e vedere... a tutti!
Salvatore

Allegro moderato.
Sul metronomo, lo stesso che campeggia sulla locandina del film, l'indicazione Allegro Moderato non esiste. La lente sull'asta graduata si fissa o su Allegro e cioè tra 120-168 bpm oppure Moderato tra 108-120 bpm.
Dunque qualcosa non torna, perché il metronomo in azione della locandina o è su Allegro o è su Moderato, in fondo è un orologio che calcola tramite oscillazione un tempo convenzionale, arbitrario e meccanico, non è tarato per fare "medie" né tanto meno per cogliere sfumature,variazioni e
discronie.
Dunque da una parte l'orologio dall'altra un indicazione di carattere e di umore musicale che quel meccanismo non potrà mai restituire.
Poi ho visto il film. E ho capito.
Un film racconta con le immagini, e così in modo affine alla musica, ricostruisce e ridefinisce un'idea di tempo. E il tempo di questi speciali musicisti, dello loro famiglie e degli insegnanti musicisti così come narrato dal film è un tempo a tempo, ma anche un tempo dentro ed oltre il tempo. Restituisce la scansione esatta e metodica dell'impegno, della fatica delle lezioni e delle prove, del paziente e meticoloso lavoro che la musica richiede a se stessi e a se stessi con gli altri, anche ( e soprattutto) a
chi ha la mente e la psiche ferite. Ma con sensibilità e intelligenza lo sguardo del film riesce ad entrare nella trama ordinata degli eventi ordinari per coglierne pieghe, flessioni, storture, ma soprattutto i varchi che permettono a questi musicisti e alle loro famiglie di vivere dentro la musica e con la musica fatta insieme un tempo stra-ordinario.
Essere allegri o moderati tout court è dei metronomi e dei cretini, essere moderatamente allegri è dei musicisti e delle persone che "trasformano in eccezionale ciò che il destino ha voluto debole".
Johann Nepomuk Maelzel

Venerdì sera ho visto il filmato. Al momento non mi è venuto nulla da dire, ma poi ci ho pensato... e pensando a ciò che ho colto dalle immagini mi è venuta in mente una frase di Oscar Wilde letta tanto, tanto tempo fa: "L'istruzione è una cosa ammirevole, ma tutto ciò che è degno di essere saputo non può essere insegnato, deve essere incontrato."
Credo che Patrizia, Raffaella e tutte le altre persone che hanno realizzato il documentario abbiano saputo "incontrare" Esagramma.
Un grazie a voi tutti da Lidia, mamma di Alessandro, musicista dell'Orchestra 
Molto commovente.
Matteo, musicista dell’Orchestra 
Bravi!
Matteo Rossi

Sono stata commossa nel vedere il bellissimo documentario della nostra scuola di musica.
Lucia, musicista dell’Orchestra
Complimenti agli autori di questo film veramente bello.
Complimenti per il vostro lavoro. Mi è piaciuto molto. Bello, interessante, vario, con le interviste interessanti e bele inquadrature. Ci ha fatto conoscere il lavoro dei nostri ragazzi quando sono con gli insegnanti. Complimenti ancora e tanti auguri e successo.
La mamma di un musicista dell’Orchestra

Delicato, ha colto nel segno. Si capisce anche l’impegno di noi accompagnatori.
L’amore è come il vento. Non si vede ma si percepisce anche l’amore per i nostri ragazzi.
Papà di Davide, musicista dell’Orchestra

Ha colto lo “spirito dell’orchestra” Esagramma e dei ragazzi. Grazie.
Papà di Andrea, musicista dell’Orchestra.

Che dire… che sfiorare con una mano un velluto e sentire tutte le sfumature. Così è guardare Allegro moderato… assaporare con sensibilità uno sforzo e un lavoro continuo. Grazie di averci accarezzato.
Luca, musicista dell’Orchestra

A Raffaella e Patrizia i miei modesti e sentiti complimenti per aver saputo trattare un argomento molto difficile con una sensibilità eccezionale e tutta loro. È il secondo lavoro loro che vedo e già si riconosce uno stile personalissimo, delicato e profondo, complesso e intelligente, nonostante la ricerca continua di "naturalezza".
A n'de fakere meda!* Come mi ha detto da poco un amico.
Marco Antonio Pani - Regista
http://marcoantoniopani.blogspot.com/
*In sardo nuorese, non so se ben scritto (perchè a me, il sardo, me l'hanno tolto di bocca, da piccolo, ma non dal cuore): "a farne molti!"

Quello che ho provato durante la proiezione...
Come può tanta diversità creare un'altrettanta armonia?
Quello che mi ha trasmesso la proiezione...
Ridimensionamento degli affanni, ritorno alla semplicità dei gesti, serenità, sguardi ed emozioni tante
Quello che mi porterò dentro........
Consapevolezza di un universo che poi tanto diverso da me, proprio non lo è...
Mariangela
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